BISTORY – APOCALISSE E RINASCIMENTO, LA MACCHINA DEL TEMPO SI È FERMATA

Written by on marzo 31, 2020

Bistory è un podcast narrativo che cerca nella Storia fatti, vite, eventi misteriosi, spesso luttuosi ed eccezionali, che meritino di essere raccontati in voce e suoni, in un curioso ed emozionante viaggio nel Tempo.

Ma oggi la Macchina del Tempo si è fermata. La primavera del 2020 difficilmente sarà dimenticata dalla Storia: miliardi di persone sono impossibilitate ad uscire dalla propria casa in tutto il mondo; strade, città, luoghi di vita languono desolatamente vuoti, chiusi, abbandonati alla loro bellezza, alla loro superbia tecnologica, impossibili da vedere. Per un intrinseco accordo dei cuori e delle leggi, sappiamo che sono vuote, ma non le possiamo vedere direttamente con i nostri occhi. Il tutto dominato da un numero grande, insopportabile, di lutti, tutti vicini uno all’altro, contemporanei. 

Certo la Storia ci ha proposto momenti ancora più terribili, con numeri imparagonabili: guerre, falcidianti epidemie, drammatici fenomeni atmosferici o tellurici, ma la nostra società così superbamente proiettata nel futuro, è rimasta quasi imbarazzata, destabilizzata dalla vergogna di non poter fare nulla per tanti, quando eravamo convinti di essere invincibili. Siamo preoccupati dalla situazione particolarmente drammatica di alcuni paesi, tra cui purtroppo il nostro, e attendiamo con timore un’ondata tragicamente peggiore in altri meno ricchi e, forse, preparati, ma la Primavera 2020 è soprattutto un momento di trauma psicologico per tutti noi, personale ed economico, da cui ora dubitiamo di poter uscire. Popoli estremamente opulenti che fanno ordinatamente la coda per il pane, senza potersi avvicinare uno all’altro… incredibile.

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La Storia non si ripete e non è maestra di vita, lo dicono ormai da tempo tutti gli storici, tutti i sociologi e i filosofi che la studiano con la lente precisa della scienza. Bistory si permette un approccio in controtendenza: attraverso il racconto della peggiore epidemia della storia, che, secondo alcuni ha cancellato più di metà della popolazione mondiale nel 1348, raccontiamo una psicosi collettiva di un’altra epoca, che diventa impreparazione, paura, morte per qualcuno e invivibile sopravvivenza per altri. La pandemia della famosa Peste Nera del Trecento, vista con la lente deformante (ma non troppo) della vita contemporanea e quotidiana, mostra come, nonostante quasi settecento anni di distanza, i comportamenti, le soluzioni più immediate, le virtù e le pochezze umane siano per molti versi sovrapponibili, incredibilmente simili, se non uguali, anche se con numeri e conoscenze sicuramente diverse.

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La prima puntata speciale “1348 – Apocalisse” ci proietta fuori dal nostro uscio, guardando come incredibilmente i nostri progenitori dell’epoca restassero chiusi in casa dietro ai loro, proprio come noi, molto spesso con le stesse paure e  le stesse prospettive, come in una specchio nemmeno troppo deformante. Ci siamo chiesti se raccontare in un momento come questo la Peste del 1348 non risultasse strumentale, forse un po’ macabro, inopportuno. Eppure l’idea che dopo la prima puntata ne creassimo una seconda “1353 – Rinascimento”, ci ha confortato intimamente. La Peste del 1348 è stata una incredibile tragedia che portava in grembo la nascita dell’epoca che, ancora oggi, consideriamo la più brillante e feconda dell’umanità, almeno in Occidente, quella del Rinascimento. Una causalità storiografica, sociale e materiale, sicuramente non univoca, ma importante e innegabile, che descriveremo con stupore. Le due date scelte 1348 e 1353 per identificare le due puntate indicano l’inizio della diffusione della peste in occidente e la sua fine, almeno di massima virulenza, nei territori europei. Molti determinano l’inizio del Rinascimento qualche decennio dopo; gli storici dibattono spesso di datazioni, concordando però tutti che le date “catalizzatore” sono sempre multiple, non definitive e che la storia si trasforma da un’era ad un’altra grazie a lunghi periodi di transizione. Ecco, noi abbiamo voluto scegliere il 1353 per dire che da un incredibile dramma si può rinascere in un momento di grandezza, di bellezza e di eternità.

L’augurio e l’intenzione nel preparare queste due puntate di Bistory è che la Macchina del Tempo ricominci lentamente a funzionare, per tornare a comprendere, a capire e, anche se oggi sembra difficile,  a condividere serenamente qualche ora di interesse ed intrattenimento viaggiando tra passato, presente e futuro.

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