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Catullo Uncensored: odi et amo et irrumabo

Written by on novembre 15, 2019

Nella seconda puntata di Quarta di Copertina andiamo alla scoperta del lato più ironico e pungente di Catullo, il poeta d’amore più celebrato di sempre

Gli anni passati a studiare la letteratura antica al liceo mi hanno portato comprendere sempre meno il timore sacrale che le viene riservato in molte occasioni, in ambito accademico ma non solo; anzi, soprattutto da parte di chi non l’ha mai masticata nei propri studi, ho sempre percepito un sentore reverenziale, che però porta molti a bollare quella stessa letteratura come troppo lontana da noi, e ormai anche abbastanza noiosa.

In questa seconda puntata di Quarta di Copertina ho voluto mostrare un lato più “scacione” della letteratura latina, e in particolare di Catullo, un poeta di cui si tende a ricordare, di tutte le sue poesie, solamente tre parole: odi et amo.

Non ha però scritto solo questo, anzi: dietro la patina superficiale si nasconde un mondo di scherzi, giovialità, senso di ribellione e insulti veri e propri che terrebbero tranquillamente testa ai rapper contemporanei. Non vi dico altro: potrete scoprire tutto nella nuova puntata!

Ho però deciso di darvi d’ora in poi degli spunti bibliografici, nel caso voleste approfondire ulteriormente gli autori e le letture di cui vi parlo nel podcast.
Per quanto riguarda Catullo, la lettura delle sue poesie nella traduzione di Salvatore Quasimodo (Mondadori, 1965) mantiene un fascino tutto suo; per delle riflessioni sulla figura dell’autore, invece, vi rimando all’introduzione di Alfonso Traina della traduzione di Enzo Mandruzzato (Rizzoli, 2009).

Ascolta “Ep. 2 – Catullo” su Spreaker.


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