Playlist | Alla scoperta del Thai funk in 15 brani

Written by on marzo 25, 2020

Il grande successo del trio strumentale texano Khruangbin ha portato il Thai funk alla ribalta. Scopriamo insieme di cosa si tratta con la nuova playlist di NeverWas Radio!

Sapete qual’è il lato più bello della Popular Music secondo me? La contaminazione. La possibilità di legare insieme mondi lontanissimi e farli coesistere, il rapporto stretto con il contesto socio-culturale in cui viene realizzata, le diverse sfumature con cui si presenta secondo chi l’ha scritta. L’assoluta malleabilità delle forme, che permettono di poterla vestire con qualsiasi abito le si decida di mettere addosso.

Questo aspetto, ci permette di avere sempre qualcosa da scoprire e da riscoprire: generi che pensavamo estinti che godono di nuova vita, sfaccettature stilistiche nascoste e rielaborazioni degli stessi concetti generate da punti di vista diversi. Tutto ciò ha portato ad avere un panorama musicale odierno estremamente ricco e variegato, che ci mette nelle condizioni di poter vivere una ricerca costante alla scoperta dei generi più disparati.

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Thai funk: un mix di oriente e occidente

E’ il caso del Thai funk, un genere che per anni era rimasto dimenticato in qualche scantinato di Bangkok e che ora ha rivisto la luce grazie al successo del trio strumentale di Huston Khruangbin. I tre musicisti, hanno improntato il loro sound sulle vibes di quella che è stata la visione della musica funk negli anni ’60 e ’70 in Thailandia.

Ciò che è nato in quel periodo nel paese del sud-est asiatico è uno speciale mix di musica funk, psichedelia, soul e musica tradizionale. Un ibrido di suoni e paesaggi sonori che lascia trasparire tutto il contesto culturale in cui si è sviluppato. Non pensate all’energia irrefrenabile di James Brown, alle divagazioni Pinkfloydiane o al groove della motown. Quello che troverete in questa playlist è qualcosa di diverso.

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Caratteristiche musicali: tra moderno e tradizionale

Certo, tutti gli elementi degli stili sovracitati sono ben riconoscibili, ma il risultato è qualcosa di assolutamente unico e personale:fortemente minimale e lo-fi, non tanto per scelta artistica, quanto per necessità, dato il livello di sviluppo tecnologico della Thailandia in quegli anni; ritmiche meno incalzanti rispetto al funk americano; melodie basate sulle scale pentatoniche, ma sviluppate non partendo dal blues, bensì da generi di musica folk e tradizionale thailandese come il mor lam e il luk thung.Spesso abbiamo anche la presenza di strumenti tradizionali, principalmente percussioni di vario genere e strumenti a fiato, come il khaen, un particolare tipo di organo a bocca ad ancia libera.

Anche il cantato è figlio della tradizione e si discosta molto da ciò a cui siamo abituati in occidente. Le melodie utilizzate infatti, possono spesso risultare ostiche e non musicali per le nostre orecchie. Questo è dovuto principalmente alla particolare fonologia della lingua Thailandese, che essendo un idioma fortemente tonale (come molte lingue asiatiche), presenta numerose intonazioni che al nostro orecchio possono suonare fortemente dissonanti. Inoltre, nel cantato viene largamente usata una particolare tecnica di vibrato, anch’essa derivante dalla tradizione del luk thung, che porta ad avere delle forti oscillazioni di frequenza intorno alle note cantate, che tendono anch’esse a risultare dissonanti rispetto a ciò che siamo abituati ad ascoltare in occidente.

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Il Thai funk quindi, è una musica figlia della contaminazione, tra oriente e occidente e tra moderno e tradizionale. Con questa playlist di NeverWas Radio abbiamo cercato di raccogliere quelle che sono le migliori espressioni di questo genere, dagli anni ’60 fino ai giorni nostri. Non resta altro che augurarvi buon ascolto e buon viaggio alla scoperta di un mondo molto lontano, ma comunque in grado di comunicare col nostro e capace di arricchire enormemente il nostro bagaglio culturale.

Ascolta qui la playlist Thai Funk di NeverWas Radio!

 


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