Hot Tips: il meglio della nuova musica

Written by on maggio 26, 2020

Tornano gli Hot Tips, il meglio della nuova musica raccontato da NeverWas Radio.

Dave + Sam – No Shade

Soul, funk, rap al servizio della Chicago house per il duo di Brooklyn. Una combo esplosiva ricca di groove che vi terrà incollati alle casse dal primo all’ultimo secondo di musica. Il vocalist Dave Gils II e il producer Sam O.B. spingono ancora sul pedale dell’anticonformismo e confezionano un album pieno di sfaccettature musicali e di significati socio-politici importanti. Contro le disuguaglianze a ritmo di musica. Tra gli ospiti, uno delle figure più importanti della musica house, Mike Dunn.

high five

Populous – W

La musica si fa donna nell’ultimo lavoro del producer salentino. Il nostro dedica l’intera opera, sin dalla coloratissima copertina, alla figura femminile in tutta la sua ecletticità. Per Andrea Mangia, ogni donna donna è un universo a sé, ed ogni canzone descrive una sfumatura dell’universo femminile. Un ospite diverso per ogni brano (tra cui l’immancabile MYSS KETA), per un lavoro meno di ricerca rispetto ai precedenti e più indirizzato al dancefloor. Tante good vibes, per un disco divertente e sognante, ma allo stesso tempo zeppo di timbriche estremamente interessanti e coinvolgenti.

woman

Nazar – Guerrilla

La guerra civile, raccontata dal producer angolano. Un’intensa esperienza, tra immagini di disperazione e di profondo dolore. Il ventiseienne, ora residente a Manchester, ripercorre gli orrori della guerra civile angolana, durata quasi trent’anni, attraverso la memoria storica della propria famiglia. Lo fa in maniera estremamente profonda, sfruttando sonorità molto personali che lui stesso definisce come hard kuduro. Un disco difficile e faticoso nell’ascolto, ma che restituisce un visione diretta delle atrocità che si sono consumate in Angola. Sicuramente uno dei dischi più intensi usciti in questi primi mesi del 2020.

guerra civile angola

Lyra Pramuk – Fountain

La voce al centro di tutto. E’ questa l’idea che sta alla base di Fountain, debutto dell’artista americana ora di stanza a Berlino. Un minimalismo esistenziale, privo di elementi ritmici veri e propri e dilatato all’interno di un’estetica senza tempo. La manipolazione vocale si rifà allo stile di Holly Herdnon, raggiungendo però la totalità espressiva in questo lavoro. Ogni elemento musicale è infatti generato dalla voce, ogni texture è figlia della modellazione sonora dello strumento musicale più essenziale di tutti. I confini tra natura e macchina e tra maschile e femminile si rarefanno, generando un unicum sensoriale che trascende il corpo fisico per rinascere in un’entità di materia musicale pura.

blue face


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