Hot Tips – King Krule: Man Alive!

Written by on marzo 16, 2020

In questi giorni duri, non disperate. NeverWas Radio e i suoi Hot Tips sono qui per farvi compagnia!

Lo sappiamo, stare a casa in questi giorni può non essere facile. Purtroppo però non possiamo farci molto, dobbiamo attenerci alle disposizioni governative per il bene di tutti. Una cosa però la possiamo fare: possiamo decidere come impiegare il tempo che abbiamo a disposizione. Il consiglio di NeverWas Radio è di farlo in maniera sana e costruttiva, in modo che il nostro cervello continui a ricevere i giusti stimoli per continuare a lavorare correttamente.

Uno dei modi migliori per farlo, è ascoltare della musica. Per nostra fortuna di dischi ne sono usciti tanti nelle ultime settimane e ne continueranno ad uscire nelle prossime! Badate bene però, ho detto ascoltare, non sentire. Per mantenere la mente fresca, dobbiamo farla lavorare. Questo significa che dobbiamo mantere un atteggiamento attivo nei confronti degli stimoli esterni. Quindi appunto, ascoltare.

Mettetevi comodi, tanto di fretta non ne abbiamo. Liberate la mente dalle ansie portate da questa situazione e lasciate che la musica pervada completamente il vostro presente. Immergetevi nel suono, ascoltate le parole, lasciate che i pensieri scorrano nella vostra testa. 

girl music window

King Krule – Man Alive!

Oggi parliamo di un disco uscito da pochissimo. Si tratta di Man Alive! il nuovo disco di King Krule, uscito il 21 febbraio 2020.

L’ennesima conferma dello straordinario talento compositivo di questo giovane artista. Man Alive! è la rappresentazione onirica della dimensione grigia e angusta, all’interno della quale ristagna la mente dell’uomo comune del nostro tempo. I confini di questo mondo sono indefinibili, nascosti da una nebbia densa che rende l’aria irrespirabile. La percezione del tempo è distorta e lo sguardo non riesce ad arrivare oltre quello che il tatto riesce a percepire.

Non è facile spostarsi all’interno di questo spazio (non) delineato dal nostro Archy Marshall. Ci si sente insicuri, si procede a tentoni. Spesso non si riesce nemmeno a capire quando finisce una canzone e ne inizia un’altra. Come se ci stessimo muovendo all’interno di un denso flusso di coscienza, che si rifiuta di darci dei riferimenti.

cubism album cover art

Durante l’ascolto, il nostro esistere viene pervaso da un forte senso di alienazione, che si appiccica alle pareti del nostro corpo, andando ad offuscare le nostre certezze e rendendo irriconoscibile il mondo circostante. Gli arrangiamenti dei brani, si muovono come nuvole sonore poco definite, che ci avvolgono in una coltre di rumori che attingono da diversi mondi musicali: un miscuglio di jazz, punk, hip-hop ed elettronica che come al solito, rende il sound di King Krule unico nel suo genere.

Anche le parole che ci vengono sputate in faccia sono spesso di difficile interpretazione e spingono sempre di più verso uno stato di limbo psicofisico. Sin dai primi versi del disco, veniamo proiettati in una dimensione mentale che spezza le regole fisiche del mondo reale (There’s a television/There’s a television speaking to me/There’s a French girl/On my television/She’s crying in the palm of my hand).

La notte è la costante all’interno del quale si svolgono le situazioni surreali che ci racconta l’artista. Non a caso, in quanto la notte è il momento in cui le nostre insicurezze vengono a galla, quella parte della giornata nel quale non sappiamo darci risposte, in cui i nostri pensieri più malsani scorrono senza freno e le nostre paure sono libere di pervadere la nostra mente.

music archy marshall

Insomma, al nostro Archy Marshall piace giocare con le nostre (le sue) insicurezze. Gli piace mettere a nudo tutte le debolezze dell’animo umano e spezzare le false certezze del nostro modello sociale. Nei 14 brani di Man Alive! la nostra essenza viene lentamente sgretolata, trascinandoci in un caos di sensazioni che ci mettono fortemente a disagio.

Chissà che non sia questo l’unico modo per poter ricostruire una società in grado di riportare l’essere umano ai suoi ritmi naturali? Un mondo in cui non ci sia bisogno dell’estraniamento della mente per poter gestire le pressioni che il corpo riceve giorno dopo giorno; un mondo nel quale le paure possano essere affrontante in comunità, senza lasciare che l’individuo ne venga divorato; un mondo in cui il bene comune venga anteposto al bene del singolo; un mondo a misura d’uomo, in cui non si debba sopravvivere, ma in cui si possa vivere.

 

 

 

 

 

 


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