ART SPACES una mostra sulla disattivazione nucleare

Written by on febbraio 22, 2018

Forse non tutti sanno che nella versione originale del 1975 il famoso brano Radioaktivität dei Kraftwerk trattava anche dell’argomento della radiofonia, in quella del 1991 invece esso tratta solamente di temi anti-nucleari, citando quattro avvenimenti di cronaca legati al nucleare: Černobyl’, Harrisburg, Sellafield e Hiroshima.

Ok forse come fil rouge per parlarvi della puntata #19 di Liberi d’Entrare è troppo debole ma, dovendo parlare di fusti per scorie radioattive…

Per la diciannovesima puntata vi porto alla mostra Art Spaces – Nuclear decommissioning: la scienza al servizio delle generazioni future!

liberi-dentrare-NEVERWASRADIO-VARESE-WEBRADIO-RADIO-MUSEO-MASNAGO-VELATE-FUSTI-NUCLEARE-ISPRA-MASNAGOI fusti neri utilizzati per le scorie radioattive al Jrc di Ispra sono diventati delle vere e proprie opere d’arte e sono approdati al Castello di Masnago! Una contaminazione che conta ben 52 fusti d’artista in una mostra intesa come connubio fra scienza, tecnologia e arte contemporanea, che si pone lo scopo di presentare il programma di disattivazione nucleare e di gestione dei rifiuti radioattivi in modo innovativo, attraverso l’arte.

 

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liberi-dentrare-NEVERWASRADIO-VARESE-WEBRADIO-RADIO-MUSEO-MASNAGO-VELATE-FUSTI-NUCLEARE-ISPRA-MASNAGOProfondamente diverse sono state, come si potrà vedere dalla visita alla mostra, le modalità di creazione e gli esiti delle opere: alcuni artisti sono intervenuti sul fusto, considerato alla stregua di nuovo, insolito supporto, non più bidimensionale (come lo sono quelli tradizionali, quali la tela, la carta, le superfici lignee) dipingendovi sopra immagini figurative o astratte; altri hanno aperto il coperchio superiore del fusto, facendovi fuoriuscire forme ed elementi in vari materiali. Altri artisti, soprattutto scultori, hanno utilizzato il fusto come base per loro creazioni, che s’inoltrano nello spazio; altri, hanno sezionato o tagliato il fusto, apponendovi poi scritte al neon o facendovi transitare una lastra di cristallo dipinta; altri, ancora, hanno concepito il fusto come scrigno nel quale va in scena un video o dal quale si propaga un suono. Tutti gli artisti hanno descritto e motivato le loro scelte, e il messaggio che intendevano proporre, in testi che vengono pubblicati nel catalogo di mostra, assieme a sintetici profili biografici degli artisti stessi e alle immagini delle opere realizzate. Sia questi scritti sia alcuni motti e frasi apposti sui fusti dimostrano la diffusa sensibilità degli artisti coinvolti per questi temi, che interrogano le loro coscienze e la loro visione del futuro. [via Evento facebook]

Ecco gli artisti che si sono impegnati in questa sfida: Antonio Bandirali, Roberto Barni, Piergiorgio Baroldi, Davide Benati, Gabriella Benedini, Dietrich Bickler, Lorenzo Bocca, Mauro Afro Borella, Giovanni Campus, Urbansolid (Castellani e Cavalleri), Fabio Castelli, Arcangelo Ciaurro, Raphael De Vittori Reizel, Anny Ferrario, Antonio Franzetti, Vittore Frattini, Daniele Garzonio, Domenico Grenci, Tommaso Grillini Pica, Nes Lerpa, Luca Lischetti, Gianni Macalli, Ruggero Maggi, Niccolò Mandelli Contegni, Elio Marchegiani, Ruggero Marrani, Sandro Martini, Lorenzo Martinoli, Luca Missoni, Silvio Monti, Marcello Morandini, Giulia Napoleone, Cesare Ottaviano, Peter Hide 311065, Gianriccardo Piccoli, Pietro Pirelli, Antonio Pizzolante, Fabrizio Plessi, Jorge Pombo, Graziano Pompili, Giorgio Presta, Bruno Raspanti, Paola Ravasio, Giorgio Robustelli, Medhat Shafik, Aldo Spoldi, Marco Ermentini, Fausta Squatriti, Giordano e Mirco Tamborini, Giorgio Vicentini, Wal (Walter Guidobaldi), William Xerra.

La mostra è sicuramente un’occasione per sensibilizzare le comunità locali e le autorità su un argomento complesso e delicato come lo smantellamento degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti. Il messaggio artistico è chiaro, lascia molta libertà di interpretazione e riflessione più di tanti discorsi, utilizzando però un concetto innovativo di comunicazione e di interazione tra scienza e società.

L’esposizione, aperta dal 18 febbraio al 18 marzo 2018, è promossa dal Comitato Culturale del JRC-Ispra e sarà visitabile dal pubblico nei seguenti orari e costi:

da martedì a domenica
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00
4 euro intero, 2 ridotto, 1 scuole

♫ In #playlist per entrare nel modo:
Kraftwerk – Radioaktivität
OMD – Enola Gay
U2 – Vertigo (dall’album How to dismantle an atomic bomb)
Elton Britt – Uranium fever
Skeeter Davis – The end of the world

LIBERI D'ENTRARE #19 ART SPACES al Castello di Masnago

Siamo tornati al Castello Di Masnago per la mostra Art Spaces – Gli spazi dell'arte!A guidarci per le sale e per i 52 fusti per le scorie radioattive diventati vere e proprie opere d'arte Paolo Peerani Responsabile del programma di disattivazione degli impianti nucleari del sito Joint Research Centre di Ispra!Vi aspettiamo dalle 20.15 su:sito: www.neverwasradio.itapp: neverwas play

Pubblicato da NeverWas Radio su Mercoledì 21 febbraio 2018


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