Musica Socialmente Utile: la playlist di NeverWas Radio per conoscere il diverso

Written by on aprile 17, 2019

Migrazioni, libertà sessuale, conflitti, parità di genere, critica sociale, discriminazioni, politica: una playlist con la musica che racconta il mondo di oggi

Noi di NeverWas Radio crediamo fortemente nel ruolo sociale della popular music e dell’importanza che essa può avere per la comprensione tra culture, mentalità e ideologie differenti. Per questo motivo abbiamo creato Musica Socialmente Utile, una playlist che ci aiuta a comprendere la complessità del nostro mondo.

Ascolta la playlist qui

 

La popular Music come strumento

La Popular Music, in quanto figlia delle logiche di distribuzione di massa, è lo specchio della società e dell’epoca storica all’interno della quale si sviluppa. I vari generi e sottogeneri in cui essa viene suddivisa, vengono differenziati per caratteristiche formali, tematiche trattate, canoni estetici e ruolo dell’artista, proprio basandosi su quello che è l’asset sociologico, filosofico, politico, economico, ideologico e tecnologico di un determinato momento storico e di una determinata nicchia di popolazione. In parole povere, la Popular Music è l’espressione dei bisogni di una società.

In quanto espressione di una società, può essere quindi uno strumento fondamentale per conoscere il mondo in molte delle sue sfaccettature e comprendere quelle che sono le dinamiche che lo governano all’interno di un in un determinato periodo storico: il blues è stata la finestra per raccontare la situazione della popolazione afro-americana agli inizi del 900’, il rock era il grido di libertà dei giovani dei 60’s e il pop il risultato del consumismo e della globalizzazione generata dall’era industriale.

Musica Socialmente Utile è la playlist di NeverWas Radio che raccoglie la musica che racconta il mondo contemporaneo: migrazioni, guerre, parità di genere, metoo, LGBT+, brexit, climate change

 

L’importanza della Popular Music nel mondo di oggi

Nell’era di internet, l’essere umano è esposto ad un mondo molto più grande rispetto a quello al quale era abituato fino al secolo scorso; questo comporta un numero esponenzialmente maggiore di dati che l’individuo deve analizzare e codificare per capire l’ambiente all’interno del quale esiste ed opera. Questa mole di dati, se da una parte può darci una visione più dettagliata delle cose, dall’altra ci porta alla banalizzazione di determinati fenomeni, in quanto i dati da assimilare sono oggettivamente tantissimi e non tutti hanno gli strumenti adatti ad analizzarli tutti. Ma sappiamo benissimo che la banalizzazione, porta alla non comprensione e la non comprensione genera il conflitto.

Non a caso viviamo in un’epoca in cui assistiamo a dei conflitti su molti livelli diversi: dalle guerre vere e proprie per motivi economici, ai conflitti razziali generati dalle migrazioni, scontri ideologico-religiosi riguardanti la sfera intima dell’individuo, contrasti di genere, ostilità sociali derivanti dalle disparità economiche e problemi ambientali.

Tutto questo influisce sul modo di pensare dell’individuo e sul suo modo di vivere all’interno di una comunità, portando una sempre maggiore non consapevolezza di se stesso e del rapporto civile da instaurare con gli altri. Ciò genera un malcontento che tiene conto solo del proprio modo di vivere e vedere le cose.

Qui entra in gioco la Popular Music. Come detto in apertura, questa macrocategoria musicale, è lo specchio della società. Può essere quindi utilizzata come strumento per conoscere e raccontare quelli che sono i problemi del mondo in cui viviamo e sensibilizzare le persone rispetto a quelli che sono i bisogni che stanno alla base dei problemi della società moderna.

Musica Socialmente Utile è la playlist di NeverWas Radio che raccoglie la musica che racconta il mondo contemporaneo: migrazioni, guerre, parità di genere, metoo, LGBT+, brexit, climate change

 

Musica Socialmente Utile

Fortunatamente abbiamo tantissimi artisti che hanno deciso di trattare problematiche, proprio per portarle all’orecchio delle grandi masse: Benjamin Clementine, Emel Mathlouthi, Brunori SAS, Steven Wilson, Nadine Shah e Motta hanno recentemente trattato temi legati alle migrazioni di massa, analizzando i motivi e le conseguenze di questo fenomeno; altri come CHVRCHES, Janelle Monaé, Bea Miller, Grace Petrie e Frist Aid Kit hanno dato voce al movimento #METOO; Yves Tumor, Blood Orange, Christine and the Queen, King Princess e serpentwithfeet danno un volto al movimento LGBTQ+ mostrando al mondo la loro identità queer; altri ancora come SOPHIE e Childish Gambino criticano il consumismo estremo; A$AP Rocky e Lonnie Holly raccontano le discriminazioni a cui tutt’ora va incontro la popolazione afro-americana; FARAI si concentra sulla follia della BREXIT; Salmo sull’incoerenza socio-politica italiana.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di conoscere e comprendere il diverso, perché è sempre più parte integrante della nostra normalità.

Il modo più semplice per riuscirci è attraverso l’analisi e la diffusione di ciò che è espressione diretta (come la musica) di un certo modo di vivere lontano da quelle che sono le nostre abitudini. Ascoltate per comprendere, ascoltate per imparare, ascoltate per diffondere e ascoltate per non odiare.

Ascolta la playlist “Musica Socialmente Utile” qui:


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