NWRF19 – Geografia e metafisica: il viaggio e l’esilio

Written by on luglio 22, 2019

Viaggi nello spazio, sia geografico che metafisico con Criterion Editore

Fare libri è una faccenda di artigianato. Ha a che fare con l’artigianato del concetto ma anche con quello dell’oggetto. Assemblare un libro, impagianarlo, sceglierne la copertina, il carattere, la tipologia di carta: è artigianato, ma anche opera d’arte. Tutto deve suggerire un dubbio, una riflessione. Se il giorno dopo non sei cambiato, non ti sei spostato -anche solo di un millimentro- vuol dire che non hai letto. O forse che leggere è stato inutile. Lo dice Mattia Pozzi, il visionario fondatore di Criterion, la neonata casa editrice milanese creata appositamente per “offrire uno spazio di silenzio” in tutto questo rumore che ci circonda. Del resto lo diceva già il controverso autore e filosofo romeno Emil Cioran, “Un libro deve essere un pericolo”.

Ascolta il podcast dell’intervista qui

Ascolta “DI GEOGRAFIA E METAFISICA: IL VIAGGIO E L’ESILIO A cura di Criterion” su Spreaker.

Cioran è solo uno degli “autori che non si possono perdere” (come li ha definiti Mattia Pozzi). Ma Cioran, esattamente con gli altri autori, filosofi e poeti pubblicati da Criterion, è proprio ciò che stiamo rischiando di perderci, perchè “troppo” radicale. Ai confini. Depositario di una prospettiva inedita sul mondo. E la faccenda non è solo filosofica, attenzione! Ma è anche una questione di geografia, di spazi abitati e di punti di vista. Cioran infatti – proprio come la maggior parte degli autori riscoperti e pubblicati da Criterion –  era originario dell’Est Europa. Romeno – l’abbiamo detto poco più sopra – e questo non è un caso.

“Dalla Romania vedi l’Europa” dice Mattia Pozzi “la Romania ti consente uno sguardo più radicale”. Perchè è sempre stato un microcosmo chiuso, quasi un laboratorio per quello che sarebbe poi successo in Europa. Basti pensare a Gherasim Luca, teorizzatore di un surrealismo intenso e virulento. A Eugen Ionescu e al suo teatro dell’assurdo. Solo per dirne un paio.

 


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