NWRF18 – TRA ARCHITETTURA E RIUSO: ECCO IL CHIRINGUITO INTERATTIVO DI FILO_ATELIER

Written by on giugno 3, 2018

Il chiringuito sulla spiaggia del NeverWas Radio Fest non sarà solo un bar, ma una vera e propria installazione incentrata sul tema del riuso, grazie al lavoro di filo_atelier, in collaborazione con Acqua San Bernardo e Emersum, la start up di bikini sostenibili.

L’idea arriva da filo_atelier, un collettivo di giovani architetti del politecnico di Milano che -in collaborazione con Acqua San Bernardo– ha progettato partendo da due direttive precise: zero budget e zero impatto ambientale. Il risultato è un chiringuito sulla spiaggia realizzato interamente con materiale di scarto, recuperato con l’aiuto del Progetto ReMida Varese. La plastica raccolta durante il festival andrà poi a Emersum, la start up comasca che realizza bikini riciclando bottiglie usate.

Sabato 16 giugno i ragazzi di filo_atelier saranno anche al NeverWas Radio Fest per raccontare il loro progetto e la loro visione dell’architettura. Nel frattempo abbiamo chiesto loro chi sono e come hanno lavorato, ecco cosa ci hanno risposto.

 


 

Cos’è e come nasce filo-atelier?
Filo_Altelier è un gruppo di ragazzi che ha condiviso tre anni di università in architettura ambientale. La volontà di continuare questa collaborazione ha portato alla nascita del collettivo, con l’obiettivo di trasportare nel quotidiano le idee e i concetti sviluppati durante l’esperienza universitaria. Il nome ha un significato ambivalente: da una parte deriva dal greco “philo-” (prefissoide che significa “amico”), dall’altra rimanda al fatto che siamo tutti sparsi per il Nord Italia (uno di noi addirittura in Australia), come punti collegati da un filo simbolico che può essere una qualsiasi connessione wi-fi.

Le linee guida per il chiringuito del NeverWas Radio Fest erano semplici quanto restrittive: zero budget e zero impatto ambientale. Come avete lavorato per progettarlo?
Sicuramente non è stato un lavoro facile perché, il mondo dell’università in cui eravamo abituati a operare, è molto differente da quello in cui ci siamo trovati a lavorare per questo progetto; tuttavia non ci siamo fatti spaventare dalle restrizioni che ci sono state imposte. Inizialmente abbiamo approcciato il progetto del chiringuito come se fosse un qualsiasi lavoro universitario: cercando quindi di non pensare ai vincoli che ci sono stati presentati e sviluppando i concetti che secondo noi erano fondamentali per questa installazione. Una volta arrivati all’idea precisa dell’architettura, siamo entrati più nel dettaglio per capire quali materiali avremmo potuto avere a disposizione a costo zero. In seguito abbiamo plasmato l’idea attorno ai vincoli predisposti, arrivando perciò al risultato finale.

Un chiringuito che è una vera e propria installazione sul tema del riuso: grazie a filo_atelier e acqua san bernardo succede al NeverWas Radio FestLa struttura che avete immaginato non è solo funzionale, ma anche bella e, soprattutto, interattiva. Ce la raccontate?
Uno dei concetti che abbiamo ritenuto fondamentali per un’architettura all’interno di un evento come il NeverWas Radio Fest, è il rapporto tra costruzione e fruitore. A non tutti coloro che parteciperanno a questo festival interesserà l’architettura, ed è per questo motivo che abbiamo cercato di sviluppare un’interazione tra installazione e utente. La collaborazione con Acqua San Bernardo, ci ha spinto poi ad approfondire ancora di più il tema del riuso. Unendo questi due concetti abbiamo quindi deciso di predisporre una parete sulle cui assi di legno saranno avvitati dei tappi di bottiglia. Una parete incompleta, la cui interezza si raggiungerà solo nel momento in cui le persone avviteranno le bottiglie di plastica vuote ai tappi, in modo da rendere quello che sarebbero stati solo dei rifiuti, sia parte integrante dell’architettura, sia l’elemento simbolo del rapporto tra costruito e fruitore.

L’architettura è sempre più attenta alle tematiche ambientali e si spinge sempre di più anche nell’ambito artistico, diventando spesso performance o installazione. Ci sono progetti o architetti particolari che vi ispirano?
Siamo un gruppo di ragazzi che non condivide un’ispirazione chiara e definita, ma un’idea. Nonostante abbiamo frequentato tutti lo stesso corso di studio, è chiaro che la predilezione verso un architetto piuttosto che un’altro sia puramente soggettiva. Sicuramente, alla base di questa collaborazione, poniamo il tema di un’architettura sostenibile, senza rinunciare a una componente artistica e concettuale, che riteniamo in ugual modo importante.

Quali sono i progetti per il futuro di filo_atelier?
L’approccio a questo tipo di progetto è stato stimolante e ci ha fatti senz’altro crescere, acquisendo una certa consapevolezza delle nostre capacità e potenzialità. Non ci poniamo limiti: essere partiti dalla progettazione di un’istallazione così “piccola” non ci chiude nessuna porta. La possibilità di partecipare a concorsi su tematiche affini, non può far altro che accrescere il nostro bagaglio di esperienze, provando a esportare i nostri concetti e le nostre idee anche in ambiti diversi.


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