Luigi Tenco: il primo dei ribelli

Written by on dicembre 7, 2018

Con “Luigi Tenco e la Francia” il Roma Jazz Quintet omaggia il cantutore nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria il 14 dicembre alle 18:00

Nato da una relazione clandestina, studente brillante ma inconcludente, censurato più volte come autore e morto suicida (?) nel 1967 a Sanremo. E’ Luigi Tenco, uno dei cantautori italiani più amati e controversi del secolo scorso. Di indole inquieta e ribelle, già molto prima che il ’68 la elevasse a valore, Tenco è un paroliere raffinato, che porta la canzone italiana al di là degli educati struggimenti d’amore dei suoi contemporanei, fino a farla diventare specchio impietoso della società.

L’amore c’è ancora, nelle sue liriche, ma è un amore disincantato, di certo non cortese (Mi sono innamorato di te, perchè non avevo niente da fare…), che fa i conti anche con i grandi rivolgimenti storici e sociali di quegli anni, come per esempio l’emigrazione in quella “Ciao amore Ciao” esclusa dalla finale del Festival di Sanremo, costatagli la vita. E poi ancora: i diritti della donna, la libertà di pensiero, l’ipocrisia del sistema, senza dimenticare le tematiche più introspettive come l’inquieto esistenzialismo di “Vedrai Vedrai” o la delicata poetica di “Lontano Lontano“.

A quasi 52 anni dalla morte, l’Università dell’Insubria dedica il suo tradizionale concerto di Natale proprio a Tenco, ospitando il progetto “Luigi Tenco e la Francia” a cura del Roma Jazz Quintet, composto dalla cantante Sara Schettini, dal pianista e arrangiatore Quintino Protopapa, dal tenore sassofonista Franco Cirillo, dal contrabbassista Piero Piciucco e dal batterista Alfredo Romeo.

Sarà l’occasione per riascoltare i capolavori immortali del cantautore, riarrangiati in una chiave jazz che -promette il quintetto – sarà assolutamente rispettosa delle atmosfere create e volute da Tenco stesso. “Questo progetto -raccontano- è un atto d’amore nei confronti di un cantautore italiano senza il quale la canzone d’autore, per come oggi la conosciamo, non sarebbe stata la stessa, non avrebbe avuto la medesima forza espressiva e la medesima incisività. Tenco ha impresso in maniera incontrovertibile ed indissolubile alla musica nuovi e fino ad allora inesplorati aspetti di comunicazione, emotività e reattività; è stato altresì capace di imprimere nuovi caratteri al genere musicale cosiddetto <leggero> che poi forse tanto leggero non doveva proprio essere; ma soprattutto ha creato nuovi colori, quei colori da cui attingeranno a piene mani tutti i cantautori che si faranno strada dopo di lui”.

 

 

 

 


Current track
Title
Artist

Background