I 20 migliori dischi italiani del 2018 secondo NeverWas Radio

Written by on dicembre 17, 2018

Abbiamo selezionato quelli che secondo noi sono i 20 migliori album italiani usciti nel 2018. E anche qui, forse, potreste trovare delle sorprese..

E’ arrivato il momento dell’anno in cui è doveroso guardare un attimo indietro e tirare le somme. Passiamo circa 365 giorni tra canzoni, interviste, album, concerti ecc ecc.. E ovviamente, come si potrà immaginare, ripercorrerli tutti e ridurre “i migliori dischi italiani del 2018” a 20 titoli, non è un lavoro facile. Anzi, è un duro lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo, ed anche a questo giro, abbiamo affidato il compito ad un team di professionisti, quello di Under The Bridges. Dunque:

Ecco qui i 20 migliori dischi italiani del 2018, 5 per ogni speaker di Under The Bridges.

——————— Fra ———————

Motta – Vivere o Morire
Woodworm

In un’Italia dominata dall’indie scadente (e scaduto) di stampo Calcuttiano, serviva un artista vero. Uno di quelli che pesa ogni parola e misura ogni singola nota. Un disco importante, per chi lo ascolta e per chi lo ha scritto. La rabbia giovanile de La Fine dei Vent’Anni si è affievolita, per lasciare spazio ad un Motta più maturo, che ci sbatte in faccia sentimenti più nobili, ma sempre intensi e reali. Francesco con questo lavoro riporta l’asticella ancora un po’ più in alto, dove il resto della scena non può arrivare…e lasciatemelo dire: meno male!

Nu Guinea – Nuova Napoli
NG Records

Quando due musicisti del calibro di Lucio Aquilina e Massimo Di Lena lavorano assieme, il risultato non può che essere incredibile. Non che non ce lo si aspettasse, sia chiaro, il duo partenopeo non è nuovo a questo genere di lavori. Un disco che vuole raccontare una rinnovata Napoli e per farlo, passa attraverso quel funk multiculturale emblematico di questa città. Eredi diretti di un’identità culturale e sonora nata e cresciuta grazie a personaggi come James Senese, Tullio De Piscopo e Pino Daniele, portano avanti a testa alta la tradizione di un sound fatto di scambio e continuo mescolarsi tra diverse culture.
PATRIMONIO ITALIANO.

M¥SS KETA – UNA VITA IN CAPSLOCK
Universal Music/La Tempesta Dischi

Il disco punk dell’anno. Si, PUNK. Perché la nostra M¥SS non è un fenomeno trash, come voglio far credere i ben pensanti, piuttosto è la voce più irriverente e provocatoria del panorama italiano. L’elettronica minimale di Popolous e RIVA, fa da sfondo ad una realtà esasperata in tutti i suoi aspetti, raccontata da dietro un velo, o meglio, una maschera, che permette all’artista di uscire dal proprio corpo e diventare un demone capace di sconvolgere la nostra società. Club culture, queer attitude, teatro greco e punk si fondono in un solo corpo.
SHOCKANTE.


Vanarin – Overnight
Woodworm

Giovani sì, inesperti proprio no. Un primo disco come pochi altri. Il quintetto bergamasco, si fa largo nella scena italiana a suon di groove e armonie vocali degne dei migliori Beatles. Un lavoro in cui c’è un po’ di tutto: funk, rock, pop, prog e hip hop. I ragazzi fanno vedere che anche le nuove generazioni sono capaci di suonare e si muovono con estrema disinvoltura tra divagazioni prog psichedeliche uscite direttamente dalla testa di Syd Barret, stacchi danzerecci alla Disco Inferno e melodie ultra catchy che riportano all’orecchio il Michael Jackson dei tempi di Bad. Insomma, c’è n’è per tutti i gusti.
POLIEDRICI.

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Arto – Fantasma
Dischi Bervisti

Con una band così, cosa ci si poteva aspettare se non uno dei migliori dischi di quest’anno? I fratelli Cavina (Fulkanelli e Ronin), insieme a Cristian Naldi e Bruno Germani hanno dato vita ad un esperienza sonora unica: violenza post hardcore alternata a momenti calma piatta, creano una montagna russa di dinamiche che vi farà attorcigliare lo stomaco. E come sulle montagne russe, la precisione con il quale è realizzato è l’unica garanzia che hai contro la paura di cadere e farti male.
ALLACCIATE LE CINTURE

——————— Nico ———————

Mamuthones – Fear on The Corner
Rocket Recordings

A tre anni di distanza dal loro ultimo lavoro, i Mamuthones sono tornati all’inizio del 2018 in grande stile. Hanno preso rock, kraut, disco e “occult music”, e li hanno shakerati a dovere per ridisporli nelle 7 tracce che compongono Fear on The Corner. Un disco maturo e psichedelico al punto giusto, ma anche un po’ distopico e inquietante. Sicuramente un album estremamente maturo, con cui la band di Alessio Gastaldello ha convinto sia noi (sono stati infatti ospiti al NeverWas Radio Fest 2018) sia la prestigiosa etichetta londinese “Rocket Recordings”.
IMPERDIBILE.

Bud Spencer Blues Explosion – Vivi Muori Blues Ripeti
La Tempesta Dischi

Se mantenere vivo il fuoco di una band è difficile per tutti, quando si è solo in due, forse lo è ancora di più.  Dopo una lunga pausa, la coppia Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio è tornata però ad infervorare i propri strumenti, per la gioia dei propri fan. Alimentati dalle penne di Umberto Maria Giardini e Davide Toffolo, e dal produttore Marco Fasolo riescono a domare i fuzz più arroganti e le batterie più invadenti mettendole al servizio delle loro canzoni, raggiungendo un sound viscerale, primordiale ma soprattutto: sexy!
UNA GARANZIA.

L’Avversario – Lo Specchio
Fastidio Musica

Un disco totalmente “made in Varese”, e che di questa città ne inquadra la decadenza, la solennità e il fascino alla perfezione. Un album palindromo, in cui i brani si specchiano tra loro e i loop in “reverse” si miscelano con le parole dell’autore fino a risultare “liquidi”. Un esordio solista – che poi tanto esordio non è – per Andrea Manenti davvero notevole, e che non poteva trovare cura migliore nelle sagge mani di Andrea Cajelli a La Sauna Recording Studio, dove il disco ha preso la sua forma.
VISIONARIO.

Indianizer – Zenith
Edison Box/Bordello a Parigi

“Ballare, ballare, ballare!” Questo è quello che gli Indianizer vorrebbero facesse il pubblico durante i loro concerti. Per preparare mentalmente i propri fan dunque, non c’era modo migliore che pubblicare un disco come Zenith. Lunghe jam e viaggi lisergici, strofe cantate in lingue non definite e percussioni scatenate sono solo alcuni degli elementi che danno grande personalità a questo album, apprezzato molto anche all’estero. Uno step fondamentale nel percorso di questi giovani torinesi a cui auguriamo il meglio dalla musica!
BUON VIAGGIO!

Any Other – Two, Geography
42 Records

Un disco “indie” per davvero, suonato, per davvero. E pure bene. Questo dovrebbe bastare ad almeno incuriosire chi non ha ancora messo l’orecchio su “Two, Geography” il secondo album di Adele Nigro e la sua crew. Sullo sfondo attitudine anni ’90, sound minimale e una piacevole inquietudine, arricchiti da sonorità nuove, sfumatura jazz/soul e una produzione raffinatissima, che confermano gli Any Other una delle realtà più interessanti della scena italiana.
NE VOGLIAMO GIA’ UN ALTRO.

——————— Gerry ———————

Cosmo – Cosmotronic
42 Records

Attesissimo secondo disco del produttore di Ivrea che si divide in due parti: la prima alla “Cosmo” stile “L’ultima Festa”, la seconda.. techno pura! Il risultato? Un disco che mi ha fatto muovere il culo da gennaio scorso ad oggi e lo farà anche sicuramente il prossimo anno.
(Tra l’altro anche il live è stato una cosa che Ciao)
TECHNO 4 LIFE!

Salmo – Playlist
Sony Music

È il disco italiano dei record. Ormai le parole non bastano più per descrivere l’artista sardo. Completamente differente da Hellvisback, con sonorità più hip-hop-trap, pieno di collaborazioni, ma la costante è sempre la stessa: le pizze in faccia che ti tira.!
NON SBAGLIA UN COLPO


Dunk- Dunk
Woodworm

“Superband” che ha cacciato fuori un “superdisco”! Attitudine punk come piace al vecchio Gerry, con un pizzico di cantautorato, un po’ di folk che non fa mai male, un dose di prog-rock e la batteria di Luca Ferrari che ti fa saltare i denti. Il risultato è un album variegato, pieno di spunti e influenze che non stanca mai.
SUPER-CAZZUTI


Cacao Mental – Para Extrañas Criaturas
La Tempesta Sur

Avete presente quando prendi l’auto, vai ad un festival, ci sono un botto di band che suonano dal pomeriggio, butti l’orecchio su una di queste, ed è amore al primo ascolto? Ecco, per me i Cacao Mental sono stati questo! Influenze che arrivano dal Sud America, dall’Africa, dalla techno berlinese, dai Balcani e che non possono che farti ballare e entrare in un loop mistico. Il disco è tanta roba ma se vi capita sotto mano, non fatevi scappare il live!
CUUUUUUUMBIA!

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Carl Brave – Notti Brave/Notti Brave (After)
Universal Music

Quando è uscita la notizia che avrebbe fatto un disco solista (senza il suo amico di merende Franco 126) ero un po’ scettico, lo ammetto… Poi tutte quelle collaborazioni dall’aria di marchettata… Invece mi sono ricreduto al primo ascolto! Carl Brave è riuscito a distaccarsi dall’ it-pop contemporaneo e dalla trap di Polaroid mantenendo tutta la romanità di cui si fa portavoce e una presa bene capace di svoltare anche le giornate di presa-male. Ebbravo Carletto!
CHI FA DA SE, FA PER TRE

——————— Dani ———————

Belize – Graffiti
Ghost Records

Nella classifica dell’anno scorso dissi che Replica era un EP figo, ma che volevamo il disco nuovo a tutti i costi.. Ed eccoci accontentati! Il sound rimane il tratto distintivo, contornato da testi ben scritti… piùùù un grande ospite d’eccezione tra i featuring!
SEMPRE MOLTO BRAVI.

Joan Thiele – Tango
Universal Music

Dopo essermi innamorato di lei ad un suo live al Circolo Magnolia, non vedevo l’ora di ascoltare il suo disco d’esordio. Tango è una lunga linea che parte dall’Armenia, passa da Londra e finisce a Milano. Voce delicata e suoni esotici, un disco da cantare e ballare!
… GIRL POWER!

Dutch Nazari – Ce Lo Chiede l’Europa
Undamento

Se gli chiedessi come gli va, mi risponderebbe “Sì no, sì dai, sì bene, così così”. Ma senza ombra di dubbio anche questo nuovo disco non ha deluso le aspettative, da quella che, a mio modesto parere, è una delle penne più raffinate del panorama del hip hop italiano!

Ernia – 68
Universal Music

Salto di qualità incredibile del rapper milanese che ha partorito uno dei dischi hip hop dell’anno. Senza togliere niente alle produzioni di Marz e Shablo che sono le colonne portanti dell’album, il livello di metrica e flow sono altissimi.
#STILLUNDERRATED

Calcutta – Evergreen
Undamento

L’etichetta “Indie” mi ha particolarmente stufato, quindi la faccio breve: MIGLIOR DISCO POP DEGLI ULTIMI ANNI IN ITALIA.

 


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