Artigianato, welfare e imprenditoria sociale in Nord Uganda

Written by on aprile 14, 2019

Intervista a Good Samaritan, l’associazione che da vent’anni costruisce prospettive di vita e di lavoro per le donne e i bambini dell’Uganda

Tutto inizia quando alla fine dei ’90 quando Dorina, medico volontario in Nord Uganda, si trova ad assistere diverse donne malate di AIDS, ormai prossime alla morte. La richiesta è semplice: non curarti di noi, che ce ne stiamo andando. Cura i nostri figli, che invece restano. Come? Mandandoli a scuola. Così Dorina chiama sua sorella Giuliana, a Varese, e insieme cominciano a raccogliere fondi per sostenere le spese scolastiche dei bambini. L’associazione Good Samaritan nasce da qui.

Nel tempo si aggiunge un’altra richiesta però, oltre le donne malate ci sono anche quelle -sempre più numerose- che portano i segni della guerra: mutilazioni, ferite, ma anche stupri e figli nati dalla violenza, non riconosciuti nè dai padri, nè dal villaggio. Sono donne marchiate per sempre, ma sono anche mamme, che non possono provvedere alla salute e alla vita dei loro bambini. Hanno bisogno di lavorare, ma come? La risposta di Good Samaritan, anche questa volta, non si fa attendere. Ed è una risposta attenta e fortemente educativa: non solo aiuti economici inviati dall’Europa, infatti, ma una vera e propria impresa sociale locale, che dà lavoro a queste donne.

Scopri di più, ascolta il podcast dell’intervista qui

Ascolta “Good Samaritan Onlus e la cooperazione internazionale in Nord Uganda” su Spreaker.

Il suo nome è “Wawoto Kacel“, che significa “camminiamo insieme“, ed è una cooperativa sociale che oggi impiega circa una sessantina di donne, impegnate in sei diversi settori produttivi. Ci sono i gioielli realizzati con perle di carta, la colorazione dei tessuti, la maglieria, la sartoria e la lavorazione del banano per realizzare oggetti e contenutori resistentissimi. Gli orari e il carico di lavoro sono adeguati alle esigenze delle lavoratrici, le quali -oltre allo stipendio- hanno diritto anche a un pasto al giorno e a tutte le cure mediche di cui hanno bisogno.

Ma l’abbiamo già detto, molte di queste donne non sono solo reduci di guerra, malate e in estreme condizioni di povertà, molte di loro sono anche mamme. Ecco che quindi Wawoto Kacel, in Nord Uganda, ha anche un asilo aziendale, dove i bimbi delle lavoratrici possono giocare, conoscere e imparare l’inglese insieme a educatrici qualificate, mentre le mamme lavorano.

E tutti i prodotti d’artigianato che vengono realizzati in cooperativa? Venduti! Una parte in loco, una parte in Italia durante gli showroom di Good Samaritan e una parte nel mondo, attraverso la rete di negozi e botteghe equosolidali che hanno scelto di inserirli in catalogo. Tutto il ricavato viene reinvestito nel progetto.

Attenzione, questi sono solo alcuni dei progetti di Good Samaritan, per conoscerli tutti clicca qui!

Photo Credits: Associazione Good Samaritan.


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