Tre Allegri Ragazzi Morti: una band in movimento costante.

Written by on luglio 17, 2019

In attesa di venderli dal vivo al Woodoo Fest 2019, abbiamo scambiato due parole con i Tre Allegri Ragazzi Morti, da 25 anni la band indie più “trendy” d’Italia. Ascolta la nostra intervista ad Enrico Molteni.

E’ uscito il 25 Gennaio per La Tempesta Dischi “Sindacato dei Sogni”, il nuovo disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Un disco che segna per la band di Pordenone un ritorno al passato, soprattutto nell’approccio alle registrazioni e al conseguente sviluppo delle canzoni. “Siamo stati rinchiusi in studio, dove abbiamo dormito, mangiato e suonato per tanti giorni di fila … il computer c’era ma ci guardava, diciamo, non era protagonista” dice Enrico Molteni, bassista della band, ai nostri microfoni.

Se i precedenti album avevano incrociato sonorità etniche come reggae e cambia – grazie anche alla collaborazione con il produttore Paolo Baldini – “Sindacato dei Sogni” ha trovato invece la sua veste in uno stile più rock/psichedelico. Precisamente i TARM fanno riferimento al movimento Paisley Underground, nato in California all’inizio degli anni ’80, i cui artisti proseguivano la tradizione psichedelica americana delle decadi precedenti – iniziata da band come 13h Elevator Floor, Greatful Dead e Jefferson Airplain – portandola su nuovi scenari sonori.

Anche quest’anno i Tre Allegri Ragazzi Morti si confermano una delle band – perché con loro di band si parla, non tanto di “progetti, situazioni o prodotti” – che in 25 anni di carriera meglio ha saputo innovarsi restando sulla cresta dell’onda, sempre alla ricerca di nuove ispirazioni e spesso veri e propri “trandsetter” sonori.

Quest’estate il loro tour passerà anche dal Woodoo Fest 2019 il 17 luglio – dove i TARM condividono il cartellone con artisti come Fast Animals And Slow Kids, La Rappresentante di Lista, Massimo Pericolo e molti altri -, per un grande ritorno, sotto il tendone di Cassano Magnano, che, come dice Enrico: “fa sognare i festival europei… dove ci si sente protetti anche se all’aperto”.

Ascolta l’intervista completa ad Enrico Molteni qui:


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