Peppino Impastato: quando la cultura cambia il mondo

Written by on maggio 9, 2019

A 41 dalla morte di Peppino Impastato, la sua battaglia è ancora viva. Ne abbiamo parlato con i ragazzi dell’ I.I.S Dalla Chiesa di Sesto Calende.

Aveva 30, Peppino Impastato, quando è morto per un’esplosione di tritolo sui binari del treno. Era il 9 maggio del 1978, ma ci sono voluti voluti anni per dire a tutti che No, Peppino non era nè un suicida nè un terrorista bombarolo. Ci sono voluti anni per dire a tutti, quello che tutti sapevano, ma non volevano ammettere: cioè che Peppino era una vittima di mafia, fatto saltare in aria perchè aveva scelto -coraggiosamente e ostinatamente- di dire al mondo che “la mafia è una montagna di merda”.

A Cinisi, a nemmeno 40 km da Palermo, nessuno lo aveva mai fatto prima. Perchè farlo, dopotutto? La mafia garantiva protezione, posti di lavoro, tranquillità. Perchè ribellarsi? E invece Peppino lo ha fatto, nonostante la sua famiglia con la mafia ci avesse a che fare eccome. Il suo amato zio, Cesare Manzella, altri non era che il boss locale, ucciso poi da Gaetano Badalamenti, che gli succederà e che -solo nel 2002- verrà condannato all’ergastolo come mandante pure dell’omicidio di Peppino Impastato.

La colpa di Peppino? Aver fondato Radio Aut e il “Circolo Musica e Cultura“. Aver denunciato, ogni giorno e senza paura, l’orrore della mafia. E averlo fatto attraverso qualcosa che la criminalità organizzata teme moltissimo: la cultura.

Le persone che sanno sono immuni. Le persone che conoscono non saranno vittime.

Ed è proprio di questo che abbiamo parlato con gli studenti di quarta dell’I.I.S. Carlo Alberto Dalla Chiesa di Sesto Calende, già impegnati con i loro professori in un percorso tecnico e storico dedicato alla radio. Con noi, invece, hanno imparato come si prepara, gestisce e registra un’intervista radiofonica. Perchè? Perchè settimana prossima questi ragazzi faranno la prima della loro vita, proprio a Giovanni Impastato, fratello di Peppino, che serà in istituto per diffondere -ancora a distanza di 41 anni- il messaggio di ribellione della sua famiglia.

 


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