Inaugura “Some-body to love”, tra gli artisti esposti anche il varesino Giacomo Vanetti

Written by on gennaio 29, 2018

Inaugura il 30 gennaio alle 18:30 “Some-body to love”, la mostra collettiva sul tema dell’amore, a cura di Claudio Composti, presso la mc2 Gallery di Via Malaga 4 a Milano.

Una riflessione sull’amore inteso come massima espressione del desiderio attraverso il corpo. Passionale, solitario, romantico, mercenario. Come dice il titolo della mostra: “Some-Body to love”, “qualcuno da amare” o anche “qualche corpo da amare”.

Per questa collettiva, Vanetti presenta due lavori. Il primo è la prova d’artista di A LIGHT SO DIM, composta da sei Polaroid stampate digitalmente e montate con una versione personalizzata della tecnica Diasec inventata nel 1969. Il secondo è un particolare dell’installazione DEATH OF A PARTY: una stampa su pellicola litografica, realizzata con una macchina fotografica stereoscopica, da guardare attraverso un visore 3D analogico.

Opere che mostrano chiaramente i temi caratteristici dell’artista: il nudo, la luce, l’illusione, la rifrazione.

Ascolta qui l’intervista con Giacomo Vanetti, realizzata la primavera scorsa in occasione della sua mostra personale presso lo Spazio Cesare da Sesto di Sesto Calende.

Già nell’induismo Kama (l’amore carnale e il piacere sessuale) aveva un ruolo così importante da meritare un posto nel Trivarga, la triade degli “Scopi nella Vita” che ogni essere umano dovrebbe perseguire per raggiungere il suo benessere e quello del mondo intero.

Per i greci è Eros, un Daimon: non una divinità, ma nemmeno un mortale; una via di mezzo che garantisce la continuità tra i due. Nel Simposio di Platone, Eros nasce dall’unione di Penia (povertà) e Poros (Ingegno, espediente). E’ un seguace di Afrodite -la bellezza- che desidera incessantemente e la cui mancanza lo spinge a escogitare espedienti per carpirla. Soddisfare il desiderio. Passione. Amore.

Non c’è peccato -nell’eros- quello arriva con il Cristianesimo, che separa la componente divina dell’amore da quella umana. Dalla carne. L’amore è sacro, il piacere è diabolico. E’ bandito, fuori legge. Continua ad esistere, ma con il nome di trasgressione. Nascosto nel buio delle alcove, lontano da occhi indiscreti. Diventando ancora più conturbante. L’erotismo come lo conosciamo oggi: il gioco della seduzione e, ancora una volta, il desiderio che genera espedienti per carpire la bellezza.

Parte di A LIGHT SO DIM, una delle due opere di Giacomo Vanetti in mostra a Milano per la collettiva "Some-body to love" dedicata all'amore passionale e carnale

Particolare di A LIGHT SO DIM, di Vanetti.

Ed è proprio da qui che parte “Some-body to love”, dal senso originario dell’amore. E lo fa attraverso le opere di artisti che hanno affrontato il tema del corpo e dell’amore carnale o sessuale, attraverso la fotografia, il collage o la pittura.

Oltre a Giacomo Vanetti, Some-body to love include anche alcuni artisti internazionali come Araki, Nadav Kander, Jacob Aue Sobol, Antoine D’Agata, Michael Ackerman, Toni Thorimbert, Eva Stenram, Melissa Steckbauer, Noè Sendas, Benjamin Mouly, e altri artisti italiani come Vanni Cuoghi, Gianpiero Fanuli, Lady Tarin, Giuliano Sale e Silvia Argiolas, Francesca Galliani, Maurizio Montagna,Francesca Belgioioso e Tiziano Doria.

Inaugurazione martedì’ 30 Gennaio alle 18:30
mc2 Gallery, Via Malaga 4, Milano
Citofono 72
Termine mostra 23 Febbraio 2018


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