Giorno della Memoria – Calogero Marrone e Sergio Brusa Pasquè: storia di due eroi dimenticati

Written by on gennaio 27, 2018

Elena Brusa Pasquè, il regista Mauro Campiotti e il compositore Marco Marcuzzi ci raccontano due storie di eroismo varesino, che diventeranno presto un film e un libro.

Ascolta qui il podcast della puntata de “L’ultima Risposta

Ascolta “3×11 – L’ultima Risposta – giornata della memoria” su Spreaker.

Calogero Marrone , originario di Favara, in Sicilia, arriva a Varese con la moglie e i quattro figli negli anni ’30. Inizia a lavorare presso l’anagrafe del comune dove, nel giro di qualche anno viene promosso Capo Ufficio e diventa un uomo rispettato e benvoluto in società.

 

Ma sono anni difficili, scoppia la guerra, arrivano le leggi razziali. Anche in Italia sono tantissimi gli ebrei (ma anche gli antifascisti, gli intellettuali e gli stranieri) che si vedono costretti a fuggire e Varese è un luogo strategico, così vicino alla neutrale Svizzera e alla salvezza. Il Marrone lo sa, crede fermamente nella libertà, e non  può stare a guardare. Inizia quindi a rilasciare documenti falsi ai fuggiaschi e insieme all’amico Alfredo Brusa Pasquè -antifascista ed esponente socialista del Cnl varesino- architetta un sistema complesso, preciso al millesimo, per organizzare il valico del confine. La posta in gioco è alta, sono coinvolte diverse persone e alcune -come Sergio Brusa Pasquè, il figlio di Alfredo- sono poco più che ventenni. Per evitare di venir scoperti, nessuno conosce per intero la filiera di espatrio.

 

NeverWas Radio incontra Elena Brusa Pasquè per parlare dei diari di suo padre Sergio Brusa Pasquè e Mauro Campiotti, il regista che sta lavorando al film sulla storia di Calogero Marrone.

Calogero Marrone

Non è facile, i traditori sono ovunque e i militari anche. Alfredo Brusa Pasquè è costretto a fuggire, così come suo figlio Sergio, che ripara in Svizzera dove si dà da fare per  mettere in comunicazione i partigiani della Valle d’Intelvi e della Val d’Ossola, e portare loro armi e soldi provenienti dagli americani di base a Campione d’Italia (OSS). Dal ’43 al ’45 Sergio Brusa Pasquè scrive anche dei Diari, dove raccoglie le testimonianze di chi era riuscito a scappare dal carcere di San Vittore o dai lager in Germania. 800 pagine di storie, dolori, speranze e ideali, riscoperte dalla famiglia Brusa Pasquè solo molti anni dopo la guerra. Armato di bicicletta e del coraggio dei suoi vent’anni, diventa anche la casella postale 1848, raccogliendo le lettere dei partigiani e dei rifugiati in Svizzera, per recapitarle alle famiglie in Italia (e viceversa). Con lui anche la madre Santina, che lo aiuterà fino a quando la denuncia di un vicina di casa non la porterà in carcere.
 Intervistiamo Elena Brusa Pasquè, il regista Mauro Campiotti e il compositore Marco Marcuzzi per parlare del libro e del film in lavorazione per raccontare la storia di Calogero Marrone e Sergio Brusa Pasquè, che hanno aiutato centinai di ebrei a fuggire dallìItalia durante la seconda guerra mondiale

 

L’epilogo è amaro. Come quello di tante storie di eroismo quotidiano di quegli anni così bui. Un delatore segnala l’operato di Marrone alle autorità. I nazisti vanno a prenderlo a casa, dove lui si fa trovare  nonostante la soffiata fattagli da Don Luigi Locatelli -canonico della basilica di San Vittore- affinché si metta in salvo. Ma il Marrone teme una rappresaglia contro la sua famiglia e non scappa. Arrestato, viene mandato a Dachau, dove muore il 15 febbraio 1945.

 

Alfredo e Sergio, invece, si salvano. Finita la guerra tornano a casa, ma le loro storie di coraggio per un pò non vengono raccontate. Fa ancora troppo male riviverle, anche solo con le parole. Prima c’è un gran bisogno di ricostruire le case e la dignità di un paese ridotto in ginocchio da cinque anni di guerra e venti di dittatura.

 

Oggi 27 gennaio, però, dobbiamo raccontarle -queste storie- perché c’è solo un modo di custodire la memoria: diffonderla. Perché come ci ha detto Elena Brusa Pasquè -figlia di Sergio e nipote di Alfredo- la violenza cambia forma ma non sparisce. E’ importante sapere cosa c’è stato in passato, per saper leggere cosa c’è oggi e migliorare quello che arriverà in futuro.

 

Ecco perchè Mauro Campiotti, noto regista varesino, ha deciso di girare “Il Marrone”: film storico che racconterà la storia di questi eroi dimenticati. Non sarà solo emozione, dice, ma anche razionalità. Perchè l’emozione muove subito ma poi si spegne. Noi invece vogliamo che la cosa resti, sedimenti e generi qualcosa. A fargli da guida, ci saranno anche i diari di Sergio Brusa Pasquè, che -come ci assicura Elena- diventeranno presto un libro.

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Grazie a Marco Zanini (Va’rese – microvalorizzazione del quotidiano e Casamatta) per la foto di copertina, che ritrae il rifugio antiaereo di Varese.

 

Grazie anche a Dario Tresoldi per la foto scattata durante la diretta radio.

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