VINCENZO FILOSA PRESENTA “FIGLIO UNICO”

Written by on gennaio 14, 2019

La prima domanda è sempre quella più antipatica. A Vincenzo Filosa ho chiesto se non soffrisse del fatto che Viaggio a Tokyo (il suo primo fumetto uscito per Canicola nel 2015) fosse riconosciuto più come testo divulgativo sul gekiga che come autobiografia capace di tirare un paio di colpi dritti in pancia.

Che poi è anche la parte più interessante del lavoro di Filosa: prima ancora del fatto che fa i manga ambientati in Calabria e prima ancora delle citazioni dei grandi maestri del manga, c’è il racconto frammentato di un grande e misterioso dolore.
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Questo è Figlio Unico (Canicola, il fumetto che abbiamo presentato al Circolo Gagarin durante il terzo incontro di Duluth – Una roba di fumetti e che potrete ascoltare integralmente nel podcast. Dentro, oltre al racconto della genesi di Figlio Unico, ci troverete Jannacci e la Tokyo del dopoguerra, Osamu Tezuka, le case incomplete calabresi, figure paterne e finali massacranti, arcade crudeli come la vita, i fratellli Tsuge, mazzate coi pugni e mazzate coi sentimenti. Insomma, tutto quello che ha reso Figlio Unico un grande fumetto.
Buon ascolto.
Articolo di Matteo Contin (a.k.a. Duluth)

Una bella storia italiana, di una infanzia-adolescenza-giovinezza, dove il realismo sposa il fantastico attingendo da un serbatoio che sembra inesauribile.

Nicola Galli Laforest (Hamelin)

Dopo Viaggio a Tokyo, esordio rivelazione di Vincenzo Filosa, un’avventura mistica tra fantascienza e romanzo di formazione. Sulla scia dei grandi classici come Astroboy di Osamu Tezuka e Kitaro di Shigeru Mizuki, un bambino solitario scopre di essere unico e speciale. Un nuovo viaggio attraverso le vette più alte e gli abissi più profondi, tra città tentacolari e regni invisibili nel cuore della natura. In un labirintico stage di Metroid un tossicissimo jet lag Tokyo Crotone.

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