Arrival, missione comunicazione

Written by on novembre 29, 2018

Conquistare con la parola

È facile dare del capolavoro ad un film appena uscito. Si ha ancora l’hype della novità, del “chissà cosa vole trasmettere il film” e del fatto che effettivamente non sia poi così male. Ma dopo 2 anni dalla sua uscita? Cosa ci è rimasto? È per questo che adesso parliamo di Arrival. A distanza di anni Arrival è ancora un capolavoro. Sì un capolavoro. Sia per il comparto tecnico sia per quello emozionale. Ma prima di addentrarci nelle emozioni che il film ti fa provare analizziamo un attimo la pellicola ad un livello più tecnico.

Arrival è un film si fantascienza, basato sul racconto Storia della tua vita, incluso nella raccolta Storie della tua vita di Ted Chiang. È stato diretto da Denis Villeneuve, regista di Blade Runner 2049, solo per citare il più recente. La base del film è un’invasione aliena. E voi direte: “Chissà che filmone! Esplosioni, caos, distruzione e buoni effetti speciali. Basta.”. Ma non è così. Ed è questo il bello. Gli alieni, i cosiddetti Eptapodi, non vogliono distruggere e sterminare. Vogliono aiutare ed insegnare. Ma facciamo un passo alla volta.

Sulla Terra sbarcano 12 navicelle, dalla forma di ciottoli, di origine sconosciuta che allarmano i vari governi. Ogni governo ha la sua idea su come risolvere la situazione, ma tutti partono dal voler scoprire le loro vere intenzioni cercando una via di comunicazione. Per la navicella in Montana viene chiesto l’aiuto della linguista Louise Banks (Amy Adams) e del fisico teorico Ian Donnelly (Jeremy Renner) che insieme impareranno la lingua degli eptapodi i quali regaleranno loro un’arma potentissima: la comunicazione. Non vi dirò certo come finisce il film perché è veramente bello e sarebbe un sacrilegio rovinarne la visione a qualcuno.

La regia del film è, secondo il mio modestissimo parere, eccezionale. Immagini che ti lasciano a bocca aperta e grazie alle musiche, che gli sono valse l’Oscar, ti fanno vivere appieno la situazione che si sta vivendo all’interno della pellicola. Per questo è consigliabile vederlo con un buon impianto video e audio. Gli attori sono perfetti e si calano in maniera eccezionale nel loro ruolo.

Applicandolo alla vita di tutti il film ti fa capire che forse parlare è il metodo migliore per risolvere i problemi. E questo non è per niente scontato.

Un’opera che vale la pena di vedere, vivere e fare propria.

Per riascoltare la puntata puoi andare sulla pagina Spreaker e sul canale YouTube di Seriology.

Seri mai, superficiali sempre.


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