Musica e Climate Change: il ruolo della Popular Music nelle battaglie pro-ambiente

Written by on ottobre 3, 2019

La Popular Music è sempre strettamente legata alle dinamiche culturali e sociali di una determinata società in un determinato momento storico. Il problema più grande che il nostro mondo deve affrontare è il climate change e tanti sono gli artisti che hanno preso parte al dibattito, dando voce e risonanza ai messaggi ed alle battaglie di chi oggi lavora e si impegna per promuovere un modello di vita sostenibile.

Il cambiamento climatico è il tema più discusso del momento, da quando la giovane attivista Greta Thumberg ha dato una nuova voce ed un nuovo volto ai movimenti ambientalisti attivi negli ultimi anni. Questo ha avuto una serie di risvolti sulla nostra società, in quanto ha acceso un forte dibattito su una questione che riguarda tutti, giovani e adulti, destra e sinistra, occidente e oriente.

Tante voci si contrappongono in una discussione che dovrebbe avere meno opinioni contrapposte e più collaborazione, creando spesso confusione e non consapevolezza su un tema che incide sulle vite di tutti e che deve essere affrontato in fretta. Purtroppo, la conoscenza dell’argomento è mediamente bassa, sia per la complessità delle dinamiche che incidono sul fenomeno, sia per il poco interesse mediatico dedicato alla questione negli ultimi vent’anni. Ad aggravare questa situazione, abbiamo inoltre l’enorme massa di fake news ideata per il boicottaggio di iniziative pro-ambiente,  basata su complottismo, falsificazione di dati e diffusione di opinioni di persone non competenti in materia.

people kids papers protest

Tutto questo movimento intorno alla questione “cambiamento climatico” ha iniziato però ha influenzare il pensiero ed il comportamento delle persone, le quali piano piano, chi più consapevolmente, chi meno, stanno iniziando a formulare le proprie opinioni in merito. Tante sono le fazioni che si scontrano sul tema, anche perché tanti sono gli interessi materiali che la messa in discussione di un intero sistema socio-economico-culturale  genera: c’è chi teme le conseguenze del climate change e prova a cambiare le cose, chi invece non vuole assolutamente  rinunciare al proprio status e che quindi si oppone ad un cambio di mentalità, chi nega qualsiasi crisi, chi non comprende esattamente il rischio della situazione, chi invece si accoda passivamente ai cambiamenti e chi, come sempre, se ne frega.

In mezzo a tutto questo mare di opinioni sparse, pensieri mal costruiti ed idee rivoluzionarie, iniziamo ad intravedere da qualche anno a questa parte, la lenta formazione di una coscienza comune, una sottile linea rossa che piano piano genera azioni, movimenti, progetti ed espressioni all’interno di diversi ambienti culturali sparsi per il mondo. Con il passare degli anni hanno guadagnato consenso e seguito giovani attivisti come Greta Thumberg, Isra Hirsi, Autumn Peltier e Bruno Rodriguez, hanno preso vita incredibili opere opere ed istallazioni d’arte contemporanea (clicca qui per approfondire) e molti artisti del panorama pop hanno dato voce alle proteste pro-ambiente. 

kids nature girls boys

Un esempio tra i più lampanti è ALL THE GOOD GIRLS GO TO HELL, ultimo singolo della neonata popstar Billie Eilish, che tratta il tema del surriscaldamento globale. Billie ci parla del disastro ambientale causato dagli incendi scoppiati nel nord della California nell’agosto 2018 (Hills burn in California) ed evidenzia come il problema del surriscaldamento globale sia stato ignorato e troppo poco sia stato fatto per provare a risolverlo (My turn to ignore ya/Don’t say I didn’t warn ya).

girl fire wings apocalypse

Anche l’icona pop Lana Del Rey è stata fortemente colpita dagli incendi nella regione californiana, tanto da rappresentarli sullo sfondo della copertina del suo ultimo album Norman Fucking RockwellTroviamo una reference agli stessi fatti anche nel testo di The Greatest, brano contenuto nel disco (L.A. is in flames‚ it’s getting hot). Lana presenta anche il tema della colonizzazione di Marte (“Life on Mars” ain’t just a song), questione ampiamente dibattuta e studiata dall’attuale comunità scientifica.

couple usa flag fire california

Proprio su questo argomento quasi fantascientifico giocano gli australiani King Gizzard and The Lizard Wizard, che per il loro 15° album INFESTS THE RATS NESTS hanno messo in piedi un concept sulla colonizzazione del pianeta rosso da parte dei ricchi dell’umanità a tema thrash metal. Al di là della narrazione, i testi esprimono una fortissima critica al sistema socio-economico occidentale, che ha creato un enorme divario tra una piccola parte di popolazione estremamente ricca e milioni di persone che invece vivono sotto la soglia di povertà dei propri paesi, oltre ad aver sfruttato senza freno le risorse della Terra, tanto da portare gli scienziati a dover seriamente considerare la possibilità di colonizzazione di un’altro pianeta (Mars for the privileged/Earth for the poor/Mars terraforming slowly/Earth has been deformed).

I KGLW non sono nuovi alla diffusione di tematiche pro-ambiente e critiche alla società moderna; anche in Fishing For Fishes, album uscito nell’Aprile 2019, i temi trattati da molte canzoni sono legati all’ambientalismo, come l’emergenza rifiuti (Plastic Boogie), l’ animalismo (The Bird Song, Fishing For Fishes) e la diffusione di false notizie (Real’s not Real).

skull rat black red

Anche il gruppo pop birtannico The 1975 si è unito alla protesta, rilasciando un singolo omonimo, che non è altro che un discorso di Greta Thumberg da lei stessa pronunciato. La giovane attivista svedese si concentra sul bisogno di una disobbedienza civile in contrasto agli attuali governi che nulla fanno per contrastare il climate change, pensando solo hai propri interessi ed alla crescita economica (We  are facing a disaster of unspoken sufferings for enormous amounts of people, and now is not the time for speaking politely or focusing on what we can or cannot say. Now is the time to speak clearly.) Leggi qui il testo integrale.girl boy sofa bass

Oltre a questi, tanti altri artisti stanno partecipando alla lotta per il clima con la propria musica: i FOALS ne parlano in Exit, (Now the sea eats the sky/But they say it’s a lie); Serj Tankian, storico frontman dei System of a Down, tratta questi temi con Harakiri già nel 2012, un disco fortemente influenzato da questi argomenti, il cui titolo rappresenta il “suicidio rispettoso” della razza umana che, distruggendo il mondo, sta distruggendo se stessa (The future/Will view all history as a crime); e ancora, Matmos con Plastic Anniversary, la cui musica è composta esclusivamente di suoni derivanti da oggetti di plastica, attraverso il quale il duo esplora il rapporto della società con questo materiale; Weyes Blood apre anche lei ai temi legati alla natura e al climate change nel suo ultimo lavoro Titanic Rising (Running on a million people burning. Don’t cry, / it’s a wild time to be alive); l’artista canadese Grimes ha annunciato un nuovo album in uscita entro la fine dell’anno intitolato Miss_Anthropocene, che tratterà direttamente queste tematiche; Manu Chao ha pubblicato una riedizione del suo capolavoro Clandestino, che si riscopre estremamente attuale nel trattamento di tematiche ambientali in brani come Mentira, al termine del quale si può chiaramente sentire un sample di un discorso televisivo che recita:

“É sempre mais fácil empurrar com a barriga e deixar o abacaxi para os netos, mas enquanto o mundo continua parolando, o termômetro e a água, vão subindo/It’s always easier to push it with your belly and leave the problem for your grandkids, but while the world continues to spin, the thermometer and the water will keep rising”man wall street

Bjork e Arca, AURORA, Trent Reznor, Paul McCartney, Roger Waters, tanti sono gli artisti del panorama pop che hanno dedicato almeno un brano a temi legati al climate change, cercando di comunicare al grande pubblico l’importanza che ogni persona sulla Terra ha all’interno del processo di cambiamento che deve essere attuato per salvaguardare il pianeta e la stessa razza umana. La Popular Music può giocare un ruolo fondamentale nella diffusione di questi messaggi e può essere uno strumento che può portare ad una presa di coscienza collettiva. Gli artisti che si esprimono all’interno di questo contesto hanno il potere (ed il dovere, a mio avviso) di muovere l’opinione delle masse, facendo leva sulle emozioni dirette che la propria musica e le proprie parole possono trasmettere.

Oggi più che mai, in un’industria musicale fortemente legata alle meccaniche della comunicazione, c’è la possibilità di diffondere un’idea in maniera virale. Oggi che qualunque artista dal suo smartphone può entrare nella vita del proprio pubblico con un semplice click, c’è bisogno che venga mandato un forte messaggio alle persone, un messaggio di unione e cooperazione a supporto di uno sviluppo socio-economico sostenibile. L’artista deve farsi portatore di questo messaggio e assumersi la responsabilità delle parole che rivolge al proprio pubblico ed essere espressione massima degli umori dello stesso. boy girl protest people kids

Questo è il ruolo della Popular Music, veicolare un messaggio che è diretta espressione della società in cui essa viene concepita. Abbiamo bisogno di un messaggio chiaro, esplicito, diretto, innovativo ed in costante evoluzione. Un messaggio che istruisca i giovani verso una maggiore consapevolezza, che chiarisca agli adulti i propri dubbi e che corregga a tutti le proprio abitudini. Un messaggio che rappresenti un nuovo modo di pensare e di rapportarsi con il mondo che ci circonda. Un messaggio di unione, cooperazione e rispetto tra le persone.

Solo attraverso la veicolazione corretta e coerente di questo messaggio possiamo aspirare ad un futuro migliore.

 

Ascolta Music Against Climate Change, la playlist dedicata agli artisti che combattono il cambiamento climatico con la loro musica!


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