Arte e Ambiente: 5 installazioni che raccontano il Cambiamento Climatico

Written by on settembre 20, 2019

Come l’arte può contribuire alla lotta al Cambiamento Climatico

Raccontare la contemporaneità, far riflettere, immaginare il possibile: ecco il lavoro dell’Arte, da sempre. Gli artisti osservano il presente, ne colgono gli interrogativi, le inquietudini, le speranze e li traducono in materia, danno loro una forma, un senso. Ed è proprio per questo che l’arte e la cultura sono sempre stati tra i più potenti driver del cambiamento: perché attraverso l’emozione ci mettono davanti alla necessità di prendere una posizione e di compiere un’azione. Gli artisti contemporanei lo sanno bene e infatti sono già tantissimi quelli impegnati nella realizzazione di installazioni e performance di sensibilizzazione sul tema caldissimo di questi anni: il Cambiamento Climatico. Ne abbiamo selezionate cinque, le trovi qui.

 


 

1 – Waterlicht | Daan Roosegaard

L’installazione Waterlicht è un’idea di Studio Roosegaarde, il laboratorio olandese di social design e innovazione capitanato da Daan Roosegaarde. Una combinazione di lenti e led crea una stupefacente inondazione virtuale, influenzata dagli agenti atmosferici reali quali il vento e la pioggia. Un’esperienza immersiva – sotto tutti i punti di vista – che catapulta lo spettatore sul fondo dell’oceano, in mezzo alla città. L’obiettivo? Sensibilizzare rispetto al tema dell’imminente innalzamento dei mari causato dai cambiamenti climatici, ma anche suggerire delle soluzioni creative. Come dice lo stesso Daan Roosegaarde: “WATERLICHT is an inspiration for the future: can we build floating cities, how much power can we generate from the movement of water? Experience the vulnerability and the power of living with water.”

 

2 – What if you fly | Hula 

Lo street artist hawaiano Sean Yoro, in arte Hula, ha gia fatto molto parlare di sé grazie a suoi murales a filo d’acqua, dipinti in equilibrio su una tavola da surf. Tra le sue imprese più affascinanti c’è sicuramente “What if you fly”, il graffito realizzato nelle acque artiche di Baffin – in Canada – la cui lavorazione è stata immortalata in uno short movie. Il soggetto dell’opera è una donna Inuit di nome Jesse Mike che, proprio nel cortometraggio, racconta la sua vita e l’impatto che i cambiamenti climatici hanno avuto sulla sua quotidianità e su quella dei popoli nativi del nord America.

 

3 – We live in an ocean of air | Marshmallow Laser Feast

We live in an ocean of air è un’esperienza immersiva realizzata dal collettivo artistico londinese Marshmallow Laser Feast, in collaborazione con Natan Sinigaglia and Mileece I’Anson. La combinazione di strumenti artistici, scientifici e architettonici con la realtà aumentata, da vita a uno scenario virtuale responsivo, una vera e propria foresta secolare che non interagisce solo con le azioni del visitatore, ma anche ai suoi parametri vitali, quali la respirazione e il battito cardiaco. L’obiettivo? Mostrare il rapporto di simbiosi tra la natura e gli esseri viventi, attraverso una percezione che esce dalla dimensione umana. Il respiro si fa uno solo, le arterie di uno sono la prosecuzione di quelle dell’altro, il battito è lo stesso e la vita della terra si rende visibile.

 

4 – Climate Art Project | Andreco

Ingegnere ambientale per formazione, artista visivo per vocazione: è Andreco, nato nel mondo della street art e dell’arte pubblica. Restìo al rinchiudersi in un’etichetta o in una corrente, oggi gira per il mondo con i suoi progetti artistici transdisciplinari di sensibilizzazione, dedicati al tema della sostenibilità. E’ il caso di Climate Art Project: 5 tappe in altrettante città (Parigi, Bologna, Venezia, Bari e Delhi) per riflettere ogni volta su un aspetto diverso del cambiamento climatico, come emissioni di CO2, innalzamento dei mari, deforestazione e via dicendo. In ogni città Andreco lascia tracce del suo passaggio: sculture, affissioni, video o murales, che indagano la relazione tra lo spazio urbano e l’ambiente, sottolineandone le debolezze e le possibili conseguenze.

 

5 – Sub Ribelle | Extinction Rebellion Rome

Un Sub si aggira per il rione Monti e per la metropolitana di Roma: è la performance promossa da Extinction Rebellion Rome e ha un messaggio chiarissimo: se non cambiamo il nostro stile di vita, nel giro di pochi decenni potremo vedere #romasottacqua. Secondo l’Enea, infatti, il rischio inondazione è reale, le zone più a rischio sono quelle costiere come Fregene, Ostia e Torvaianica.

Sub Ribelle

Secondo l’ENEA a Roma in pochi decenni andrebbe sott’acqua la zona abitata da centinaia di migliaia di persone compresa tra Ponte Galeria, Acilia e il litorale (Fregene, Ostia, Torvaianica). L’ingresso di acqua salina riduce la disponibilità di quelle potabili e per irrigazione, creando problemi sanitari.

Pubblicato da Extinction Rebellion – Rome – Italy su Giovedì 7 marzo 2019

 

 


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